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IL PARCO ETNOGRAFICO

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Il Museo Etnografico di Transilvania è il primo museo etnografico di Romania, costituito all’iniziativa del Ministero delle Arti nel 1920 il quale ha offerto la somma pari a Lei 600.000 alla proposta dell’ispettorato generale dei musei all’interno del Consiglio Dirigente Romeno.

Nel 1922, la commissione nominata dalla Fondazione Culturale “Principe Carol”, composta dei più importanti specialisti di quell’epoca, elaborò il programma scientifico a base di cui doveva funzionare il museo che doveva ospitare tutti i rami dell'etnografia e doveva ricercare, raccogliere, custodire e valorizzare scientificamente gli oggetti e i fenomeni della cultura popolare romena e delle nazionalità co-abitanti, creando un ampio fondo documentato, presentato in occasione a mostre all’interno, mostre all’aperto e per studi di specialità.

Le campagne di ricerca si finalizzarono con l’acquisto di un numero impressionante di materiali etnografici (in particolare, 1230 pezzi e 160 fotografie), i quali, organizzati tematicamente, costituirono il supporto della prima esposizione etnografica, ospitata nella sezione dei padiglioni del museo.

Il piano tematico del Parco Nazionale Etnografico (sezione all’aperto del Museo di Etnografia di Transilvania) occupò all’inizio una superficie di 75 ettari e fu ideato nel 1929 dal Professor Romulus Vuia, il primo direttore del Museo, partendo dal concetto di un’unità economica in cui le fattorie dovevano essere effettivamente abitate dalle famiglie dei contadini, rappresentative per le aree di provenienza e per le attività economiche tradizionali praticate.

Di seguito, durante gli anni 1929-1940, al Parco Etnografico furono trasferiti le seguenti costruzioni: la Casa di Vidra (1929), un ovile dalla Radura di Sibiu assieme al paesano e ai 75 ovini (1930), la Triade di Lupşa (1931), la Fattoria di Telciu (1932) e la Stalla Ungherese d’Ovile (1936). In parallelo, furono intraprese le pratiche per il trasferimento di alcune fattorie dalla Radura di Sibiu, Arieşeni (Monti di Apuseni) e Peştera (area Bran), la Casa del Vasaio Moise Terme di Leheceni (Bihor), la Chiesa di legno di Fildu de Sus (1727) e Negrileşti.

Dopo il Diktat di Viene (30 agosto 1940), il Museo Etnografico e il Parco Nazionale si rifuggirono a Sibiu dove funzionarono fino al mese di luglio 1945, quando il personale e il patrimonio tornarono a Cluj.

Poiché tutto il patrimonio delle costruzioni del parco, all’eccezione della Casa di Vidra, fu distrutto durante la guerra, è stata necessaria la ristrutturazione del piano tematico. Teodor Onişor e Valer Butură stabilirono nel 1956 quattro settori tematici riuniti nella Sezione all’aperto del Museo Etnografico di Transilvania:

I. Impianti tecnici e officine artigianali;

II. Tipologie di aree per le fattorie e i monumenti di architettura popolare;

III. Settore etno-botanico (colture delle piante tradizionali e costruzioni agricole nella regione)

IV. Settore etno-zoologico (costruzioni pastorali nell’area dei villaggi ed elevamento del bestiame locale).

Attualmente, il parco occupa una superficie di 16 ettari all’interno di una struttura che racchiude i primi due settori, suggerendo un villaggio tradizionale disperso.

Fattorie zonali dei contadini ...

... rappresentative per le aree etnografiche di Transilvania dei secoli XVII-XX: Maramureş, Oaş, Năsăud, la Pianura di Transilvania, Zarand, Vigneto Bianco, i Pastori dei Monti di Apuseni, Depressione di Călăţele, Bran, Bistriţa, la Popolazione dei Secui e Gurghiu. Selezionate rigorosamente a seguito delle campagne di ricerca svolte a lungo da tre generazioni di museografi etnografi, sia le case che i loro annessi, equipaggiati con tutto l’inventario artigianale necessaria per una fattoria tipica, fanno parte dei più vecchi e più pregi monumenti di architettura del patrimonio etnografico nazionale.

La fattoria di Berbeşti – Maramureş include una doppia corte (la corte della casa e la corte degli animali), con una recinzione semplice di verghe e una porta alta e scolpita, risalendo la casa dal 1795, munita di veranda, soggiorno, ripostiglio, atrio e aviario. Dalle mura fino al quadro di decoro che appoggia il focolare (la mensola) e le panchine disposte sui ceppi, l’interno è completamente in legno. Tutte le fontane sono situate nella corte, assieme alla capanna per carri, alla stalla degli animali, al fienile e al magazzino oppure al granaio di mais, disposti esattamente come avveniva centro anni fa.

La casa con recinzione rafforzata di Peştera – Braşov (area di Bran, 1818) ha tre vani (veranda, soggiorno e camera pulita) ed è decorata con arredamento dipinto.

La fattoria di Galda de Sus – Alba (area viticola): l’iscrizione “RENOVATA ANNO 1778 PETRUS PREJA” è riportata sulla cornice di pietra della cantina, mentre sulla porta alta del granaio si possono leggere i seguenti: “ORO, LABORO, SPERO”, “CURAVIT FIERI PETRUS PREJA ANNO DOMINI 1781 DIE 8 MAI”. La pietra che si trova alla base del frantoio d’uva, edificato nel 1826, proviene da un sarcofago romano.

La fattoria di Almaş – Arda (Paese di Zarand, 1882), caratteristica all’area degli alberi di frutta, è munita di una capanna per le vasche con la feccia proveniente dalle frutta fermentate per la grappa e di forni di essiccazione delle frutta degli ortaggi, di una cucina, tettoia e ripostiglio.

La fattoria di Jelna – Bistriţa-Năsăud (1789) ha una corte francone, specifica alle aree colonizzate dai sassoni, mentre la Fattoria di Casin Imper – Harghita (1678), caratteristica per l’area etnografica dei Secui, ha una corte semplice, con recinzione in pilastri e una porta alta di granaio, stalla recintata e fienile, cucina d’estate e le fontane. La casa ha tre vani (la camera degli anziani, la camera dei giovani e un angolo della nubile da sposare) ed è arredata con mobili dipinti.

Chiese in legno di Transilvania …

... tratti caratteristici dei villaggi romeni di rito ortodosso o greco cattolico. Erano costruite con lo sforzo delle comunità e riflettevano la sua situazione demografica ed economica, considerando le loro dimensioni, il grado di decoro e la qualità della pittura.

Una delle attrazioni del Parco e una delle più belle chiese in legno di Transilvania è la Chiesta di Cizer – Sălaj, edificata nel 1773 da Nicola Ursu, noto sotto il nome di Horea, uno dei conducenti della Rivolta dei paesani del 1784 (Rivolta di Horea, Cloşca e Crişan).

L’interno della chiesa è dipinto interamente e le icone rivelano ancora il passaggio di oltre due secoli di storia. La chiesa è stata santificata nuovamente nel 1998 dalla Sua Eccellenza Reverendissima Bartolomeo Anania, Arcivescovo di Vad, Feleac e Cluj e Metropolita di Cluj, Alba, Crişan e Maramureş.

Chiesa di Petrind – Sălaj (1612), porta di cimitero di Lita (1709) e tracce di tombe.

Alla Chiesa di Chiraleş – Bistriţa-Năsăud (sec. XVII) si celebrano matrimoni religiosi.

Attività culturali ed educative

La fiera degli Artigiani Popolari, tenuta nel mese di maggio di ogni anno, s’integra nel programma europeo riguardante il ricordo dei mestieri tradizionali.

Vasai e tessitrici, scalpellini in legno, pittori d’icone e disegnatori d’uova, ben noti nel nostro paese e all’estero, accompagnati dai loro discepoli – bambini, nipoti e semplicemente giovani affascinati dai vecchi segreti dei mestieri artigianali tradizionali.

Il campo etnografico d’estate, organizzato ogni anno durante i mesi di giugno-settembre, si rivolge ai bambini con l’età compresa tra 6 e 16 anni, che apprendono come modellare il lutto, cucire, confezionare i gioielli da perline o dipingere le icone sul vetro.

Inverno in strada – concorso di uomini di neve

1 giugno – Villaggio tradizionale visto per gli occhi dei bambini – Concorso di disegno

Il giorno dei bambini si è inaugurato anche un parco dedicato ai bambini, con elementi ispirati dai giocatoli e dai giochi tradizionali di Transilvania, realizzati in legno e personalizzate con la testa degli animali della fauna locale: altalena in ceppo e atellana tipo cavallo, cavalli con carri e copertoni, altalena semplice con appoggio e altalena tipo uccello su molla, bruco, bilancia, campanile, fossa di sabbia.

 


 

 

Tariffa:

Adulti – 6 lei

Alunni, studenti, pensionati – 3 lei

Tassa foto: 25 lei/persona

Tassa video 35 lei/persona

Tassa guida (meno di 15 persone) : - 15 lei/romeno, 25 lei/lingue straniere

Accesso: autobus - linee 26, 27, 28, 30, 41, fermata in “Piazza 14 luglio”

Orario

1 Maggio – 31 Ottobre Martedì – Domenica - 09:00 – 17:00

Lunedì – Chiuso

1 Novembre -30 Aprile – Chiuso

Via. Taietura Turcului F.N.

Telefono: + 40 (0)264 – 586.776

E-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Web: http://www.muzeul-etnografic.ro

 

 

 

Categoria: IT Parc etnografic

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