• bestofcluj.png
  • clujuldelanganoi.png
  • gradinabotanica.png
  • muzee.png
  • parcetnografic.png

La storia di Cluj-Napoca

La città, quale vecchia capitale di Dacia Porolissensis, documentata nelle scritture da ben oltre due millenni dal geografo greco Claudius Ptolomaeus (85-165), ricevette il rango di municipio sotto il regno del Re Adriano (117-138), sotto la titolatura di Municipium Aelium Hadrianum Napoca, poi intorno all’anno 180, sotto il regno di Marcus Aurelius o Commodus, ricevette il rango di colonia.

Lo statuto della Colonia Aurelia Napoca fu simile a tutt’altra città dell’Impero Romano, riunendo al suo interno il funzionamento degli istituti, del senato locale, dei magistrati, dell’assemblea del popolo. La prima prova documentata risale dal 1173 e indica l’ubicazione urbana sotto la titolatura di Clus (in latino “spazio chiuso tra colline”). Altre denominazioni assegnate alla città furono quelle di Kolozsvár (in ungherese) e Klausenburg (in tedesco) dai coloni sassoni che occuparono la cittadella di Cluj durante il regno di Stefano V d’Ungheria, dopo la decimazione della popolazione autoctona durante gli assalti ottomani. Klausenburg fu una delle sette cittadelle (Siebenburgen) medioevali sassoni di Transilvania. . La posizione geografica privilegiata, sui vecchi percorsi che uniscono l’Europea occidentale al Continente orientale e meridionale, ha creato un quadro specifico della pluralità etnica culturale e dello sviluppo economico.

Nonostante il forte regresso sofferto a causa degli assalti barbari che seguirono il ritiro dei romani (nei 271), la città conobbe durante il Medioevo una civilizzazione prospera, accompagnata da un eccezionale accumulo di valori economici, artistici e culturali, i quali giustificarono l’assegnazione e il consolidamento del sopranome con cui poche città potevano lodarsi: quello di “Città Tesoro”. I privilegi attribuiti dal re Carlo Roberto D’Angiò nel 1316 le conferirono lo statuto di “città (libera) regale”, tra i benefici i più importanti rientrando: il diritto a una propria amministrazione, il diritto di giudicare, il diritto di fare scambi commerciali, il diritto d’innalzare chiese e cimiteri e così via. Nel 1405, il re Sigismondo di Lussemburgo concesse alla città dei nuovi benefici, tra cui quello dell’allargamento dell’area fortificata.

La città ebbe inoltre parte della protezione speciale di un altro gran re di origini locali per nascita: Mathias Corvinus (1458-1490). Il suo regno è legato alla finalizzazione, al rifacimento o all’inizio della costruzione di alcuni momenti i più rappresentativi della città – la finalizzazione della Chiesa San Michele (intorno all’anno 1480) e l’integrazione dell’area fortificata della città per l’innalzamento del Bastione dei Sarti intorno al 1470. La più importante opera di Mattia a Cluj fu la chiesa dei frati minori francescani (attualmente riformata) in via Lupilor (oggi, via M. Kogălniceanu), finanziata a seguito di una notevole donazione regale la cui costruzione iniziò nel 1486.

La prima area fortificata della città medioevale fu edificata dopo l’invasione ottomana del 1241 e dopo il gesto regale del 1316, occupando una superficie di sette ettari all’incirca col centro nella Piazza attuale del Museo. Il Bastione dell’angolo meridionale-orientale, chiamato il Bastione degli Scultori dopo il ramo artigianale che lo gestiva, fu utilizzato quale carcere. La seconda area fortifica ebbe dimensioni più ampie, occupando tra le mura quarantacinque ettari all’incirca. Nel secolo XV furono documentati diciotto bastioni e torri disposti agli angoli della cittadella, alle porte della città o in zone intermediarie (Bastione del Ponte, Bastione del Convento, Bastione dei Sarti, ecc.), essendo descritta la città di Cluj dagli autori umanisti come una “città commerciale grande e ricca, ben edificata, con delle mura forti e antiche e con numerosi bastioni” (Giovanandrea Gromo).

Tra gli anni 1713-1716, sulla Collina della Cittadella, gli austriaci costruirono una guarnigione della città in stile Vauban. All’interno della cittadella, nel 1849, fu scolpito dalle autorità ungheresi lo storico e il pensieroso tedesco Stephan Ludwig Roth, partecipante alla Rivoluzione del 1848. Dichiarata quale monumento storico, la Cittadella offre ai suoi ospiti anche una bella visione e panoramica della città.

Nonostante l’impatto politico negativo durante il periodo del dualismo austroungarico, la città di Cluj ebbe parte di uno sviluppo urbanistico particolare, con diversi benefici di origine occidentale. Il percorso dell’affermazione quale nazione dei romeni, il cui punto culminante fu il periodo dei quarantotteschi e dei rivoluzionari chiamati memorandisti (Rivoluzione del 1848 e redazione del Memorandum), si realizzò una volta all’unione della Transilvania con la Romania.

Oggi, il Municipio di Cluj-Napoca è il capoluogo della Provincia di Cluj e la capitale spirituale ed economica della Transilvania, un importante centro universitario e medico, un punto di confluenza della diversità e del multiculturalismo, dove il passato, il presente e il futuro rappresentano la somma dell’identità e delle specificità locale. Nei protocolli del secolo XVI della città di Cluj, custoditi quasi interamente dalla Direzione Provinciale di Cluj presso il Servizio degli Archivi Nazionali, il cittadino di Cluj è descritto dignitosamente “colui che ama la sua patria”, e la “Repubblica definisce il nome di tutta la città, perché noi abbiamo il dovere morale di morirne e offrirle tutto, di darle e consacrarle tutto quello che è il nostro”.

La città di Cluj, quale “città tesoro”, era vista una repubblica urbana, una patria per i suoi abitanti, dove l’organizzazione dell’amministrazione municipale, la determinazione corretta delle imposte, l’ordine interno e lo sviluppo urbanistico erano spesso più importanti rispetto agli eventi europei oppure alla politica dei principi. Sebbene vi si parlino più e svariate lingue, gli abitanti di Cluj hanno saputo vivere, accettare, convivere e rispettare mutuamente i valori, in una città che non è mai appartenuto a una sola etnia, a un’unica confessione religiosa o a una sola categoria sociale. La ricchezza la più meritevole e durevole della “città tesoro” risiede dunque in questa notevole e maestosa arte della convivenza. 

 

Categoria: IT Istoria Clujului

Publicatii

publicatii03